Macellum c.d. Tempio di Serapide

I campi flegrei

La nascita di Macellum

Il Macellum c.d. Tempio di Serapide è una delle maggiori testimonianze archeologiche di Pozzuoli, tra i più interessanti esempi di antico mercato alimentare romano conosciuti all’uomo.

L’edificio, costruito tra la fine del I e l’inizio del II secolo dopo Cristo, rifletteva la potenza dell’Impero Romano, esaltata con l’impiego dei marmi più pregiati provenienti dalla Grecia, dall’Asia minore e dall’Africa.

Il valore di questo monumento non è soltanto archeologico e architettonico, ma s’intreccia con altre discipline tra cui la geologia, la letteratura, l’iconografia e la medicina termale.

Macellum
Pozzuoli

Il tempio di Serapide

Storia

Macellum c.d. Tempio di Serapide
1750

Gli scavi, iniziati nel 1750 per volere di Carlo III di Borbone, portarono alla luce la statua del dio greco-egizio Serapide, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, facendo indentificare il monumento come un tempio a lui dedicato.

Dall’anno della sua scoperta, il monumento è stato oggetto di studio da parte di eruditi, architetti e scienziati che cercarono di capirne la sua funzione e il significato dei segni lasciati dai molluschi marini sulle sue trecolonne in marmo cipollino.
1907

Solo nel 1907 l’architetto francese Charles Dubois lo ha definitivamente riconosciuto come Macellum, il mercato alimentare della Puteoli romana, sede di fondamentali scambi commerciali tra le provincie dell’Impero.

Il suo studio, nell’arco temporale di un secolo e mezzo, ha documentato l’evoluzione della scienza antiquaria contribuendo ad una fondamentale rivoluzione nello studio scientifico della Terra.
1830

Infatti, dall’osservazione dei segni presenti sui tre alti fusti, lo scienziato scozzese Charles Lyell intuì il fenomeno del bradisismo contribuendo alla fama internazionale del monumento.
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Via Serapide 13
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